Lavoro in Cucina

Come per tutti gli altri luoghi, anche la cucina rappresenta un’occasione speciale per poter svolgere il proprio lavoro di crescita interiore.

L’atto di mangiare è indiscutibilmente un gesto fondamentale per tutti gli esseri viventi ma quello di nutrire gli altri è un atto nobile e pieno di opportunità uniche.

Nell’atto normale del nutrirsi interviene ovviamente l’istinto di sopravvivenza che spinge ogni essere vivente ad arrangiarsi per garantirsi la vita, è un atto naturale e lecito ma resta pur sempre un’azione rivolta verso il proprio bisogno. Soprattutto nel caso dell’essere umano, dobbiamo distinguere la reale necessità di mangiare con quella tipicamente egoistica, che porta l’individuo a comportarsi in maniera scorretta verso i suoi simili.

Al contrario invece, l’atto di nutrire è tipico del “prendersi cura di qualcuno”; la madre con il piccolo, il più forte verso il più debole, il più grande verso il più piccolo, tutte azioni altruistiche veicolate dall’energia dell’amore. Non è possibile prendersi cura autenticamente di qualcuno senza provare amore.

 

Ed è proprio questo sentimento ad essere alla base del lavoro nel Tempio, ricercare l’autenticità di ogni azione, a costo di scoprire a volte anche aspetti di noi sconosciuti e sgraditi, come ad esempio quello di non riuscire ad amare.

Nel Tempio il cibo è sacro e quindi lo è anche tutta la pratica che gli ruota attorno.

I pasti si preparano richiamando alla mente il volto di coloro per i quali si cucina; attraverso la preparazione e la somministrazione del pasto, si comunica l’accoglienza verso l’ospite.

Preparare il cibo per gli altri rappresenta un enorme lavoro spirituale, normalmente infatti chi sta in cucina vive per gran parte della giornata, in un ambiente “isolato” rispetto al resto della comunità. Questa situazione però non deve rappresentare una distanza dagli altri bensì un motivo di “attesa gioiosa” del momento conviviale.

Lavorare in cucina rappresenta un opportunità continua per stimolare la propria creatività e sensibilità, sommate ad una buona dose di conoscenza tecnica. Infatti il cibo permette agli studenti che desiderano stare in cucina, di esprimere il loro amore verso l’accoglienza, attraverso ricette e preparazioni personali che tengono conto però anche dei principi salutistici degli alimenti.

Anche riordinare la cucina diventa un lavoro spirituale: così come la recitazione dei mantra o la pratica meditativa, anche i lavori domestici possono non essere vissuti con noia e dovere ma con gioia e piacere. Ogni cosa nel Tempio diviene occasione di riconciliazione con se stessi e una grande opportunità per cambiare.

Il livello più alto di consapevolezza a tavola è rappresentato da colui che rende sempre omaggio per il cibo che consuma, ma non necessariamente con gestualità ridicole o piene di finzione ma con profonda consapevolezza del pieno significato che rappresenta. Essere grati alla terra che ha permesso la crescita dei frutti, al contadino che l’ha coltivata, al cuoco che l’ha preparata, questo è il vero modo di onorare il cibo.